IL PROGETTO CONTINUA...

QUESTI ERANO I PUNTI DI PARTENZA:

  • Esigenze dei disabili;
  • Esigenze delle aziende;
  • Applicazione della Legge 68/99.

Il nostro incontro con le problematiche della disabilità avviene nel 1999, quando siamo stati contattati da un'insegnante di sostegno in cerca di una, fino ad allora impossibile, soluzione per supportare S.M., una ragazza di 18 anni affetta da tetraparesi spastica, gravissime disartrie, distonica e con eloquio incomprensibile.
Le evidenti prospettive di miglioramento hanno convinto subito la regione Lombardia, provincia di Bergamo, ad acquistare Dialogo Attivo per la ragazza e ne è nato un progetto, in collaborazione con la sua scuola, Istituto Magistrale P. Secco Suardo di Bergamo, coordinato da Ugo Albrigoni.
In due anni la ragazza ha raggiunto un buon livello di comunicazione verbale ed importanti autonomie (telefono, posta, dettatura). L'affiancamento progettuale da parte nostra nei confronti della famiglia è stato costante. Oggi S.M. è presso una biblioteca comunale, si occupa di refertazione libri ed è a contatto con il pubblico.
 
2000
  • Inizio collaborazione, direttamente con scuole e famiglie, con la provincia di Bergamo, che acquista-realizza vari progetti con Dialogo Attivo per disabili motori e cognitivi.

    2001
  • Prime collaborazioni con U.I.L.D.M di Bergamo e di Monza.
  • A.I.A.S di Milano decide di utilizzare Dialogo Attivo con persone disabili per la riabilitazione logopedica e cognitiva.

    La ricerca:
    Il Servizio Tecnologie Informatiche per l'autonomia, l'apprendimento e la comunicazione dell'A.I.A.S. di Milano ha contribuito con le sue esperienze allo svolgimento di una ricerca comparativa sui sistemi di riconoscimento vocale presenti sul mercato e la loro applicabilità a vantaggio di persone disabili.
    In tale ricerca, non ancora resa pubblica, che evidenzia i procedimenti seguiti, i progressi ottenuti e le aspettative, si afferma che, tra i sistemi considerati, solo Dialogo Attivo possiede caratteristiche che consentono di utilizzarlo come strumento-metodo per la riabilitazione logopedica e neuropsicologica.


    Riabilitazione:
    I principali punti di interesse per applicazioni riabilitative del linguaggio e della comunicazione sono due:

    Tali caratteristiche permettono di ipotizzare due differenti tipologie di ricadute riabilitative dell'impiego di Dialogo Attivo:


    Linguaggio:
    Dialogo Attivo si programma in funzione delle capacità di linguaggio dell'utente, a partire dai bambini con età di 4 anni.
    Si inizia con un processo motivazionale, intervenendo sulla severità di riconoscimento da parte del sistema, più elastica se si vuol dare all'utente la soddisfazione di essere sempre compreso, più rigida se si preferisce stimolare l'utente ad esprimersi meglio.
    A seguire si definiscono gli obiettivi di miglioramento dell'eloquio, stabilendo dei percorsi adeguati.
    Abbiamo iniziato, già con soddisfazione, la sperimentazione con utenti giovani e adulti affetti da sordità grave/profonda.
    Per dettagli e per l'elenco dei centri di supporto locale inviare richiesta a info@sdcvoice.com


    Comunicazione:
    Con adeguato affiancamento di insegnati di sostegno ed educatori, la riabilitazione e il miglioramento del linguaggio, quindi del modo di esprimersi, di comunicare, hanno come conseguenza una migliore relazione con gli altri.
    Dialogo Attivo può agire come strumento neutro, impassibile, che non tende a interpretare ciò che dico.
    Si possono quindi attivare processi cognitivi:
    dare significato al mio linguaggio fuori dalla relazione di coppia con l'operatore
    posso come individuo non solo come elemento di una coppia - i risultati sono miei non sono miei con - autonomia è capacità di chiedere l'aiuto necessario, ma anche assunzione di responsabilità quando l'aiuto non è necessario, ...
    assumere la responsabilità del linguaggio
    ... che diventa tale, cioè sistema di segni e regole tra segni condiviso nella comunità dei parlanti; posso fare e far fare con le mie parole.
    riconoscere e riconoscersi nella comunicazione
    la comunicazione è il risultato che ottieni ... se non ottieni il risultato cambia comunicazione
    riconoscersi significa sapersi anche dal punto di vista dei processi emozionali
    che permettono e/o impediscono il mio parlare per far fare.
     
    Se l'utente invece non ha possibilità di miglioramento del suo modo di esprimersi, Dialogo Attivo può essere lo strumento che lo interpreta e parla per lui, pronunciando, con la sua voce di sintesi, le frasi che sono state opportunamente preparate, per ciascuna occasione, dall'utente stesso o dall'operatore che lo affianca.

    Didattica:
    Dialogo Attivo è già utilizzato come supporto per l'apprendimento di materie scolastiche, quali geografia, matematica, storia e italiano.
    Il programma viene usato dagli insegnanti per preparare dei percorsi didattici che permettono all'alunno di studiare, di rispondere ad interrogazioni e svolgere esercizi e temi che consentono di valutarne i progressi e pianificare le fasi successive.
    E' stato giudicato idoneo per facilitare l'integrazione di extracomunitari nella scuola.
    Come linea guida, è possibile scaricare dal sito alcuni dei progetti realizzati; bisogna comunque personalizzare questi suggerimenti in funzione dell'allievo e del progetto educativo.
    Per accedere al download registrarsi presso SdCvoice - Education


    Autonomie possibili:
    Autonomia è un termine che cambia di significato a seconda di quantità e gravità di disabilità che affliggono l'individuo o di esigenze sue o di chi lo circonda.
     
    Autonomia per un utente può essere:
  • come faccio a giocare a scacchi senza spendere quintali di energia nel controllo del bastoncino con cui premo i tasti frecce e invio?
  • uso un programma personalizzato per scrivere, come gestisco con la voce questa applicazione, non prevista dai programmi di controllo vocale sul mercato?
  • non posso muovere neppure un dito, come potrò, da solo, fare o ricevere una telefonata, leggere o spedire una e-mail, aggiornarmi su quel che succede fuori da casa mia?
  • senza l'obiettore o qualcuno che lo faccia per me, posso accendere la luce o cambiare canale sul televisore?
  • ...

    Autonomia per una madre può essere anche semplicemente poter uscire tranquilla qualche minuto da casa per un acquisto imprevisto...
     
    Autonomia con Dialogo Attivo può essere il frutto di un progetto mirato o la semplice programmazione di qualche comando, fatta dall'utente stesso o da qualuno che lo aiuta.
    A misura di esigenza.


    Attività-mansioni possibili:
    In questo caso, più che dell'aiuto che indubbiamente Dialogo Attivo può fornire in termini di autonomia ed efficienza operativa, bisogna tener conto della sensibilità di enti ed aziende nei confronti del disabile e/o della legge 68/99.
    Alle volte, anche della volontà del disabile e/o dei suoi familiari di rompere degli equilibri che ormai si sono consolidati e costituiscono un protettivo alibi...

    Eppure un disabile può, con maggiore o minore, ma sempre adeguata, efficienza e in fuzione delle sue basi culturali:

    Testimonianze:
    Lorenzo
    Valerio
    Noemi Rossoni
    Ugo Albrigoni
    Emilia Fantasia e Chiara Cavalleri
    Ceod "La Casa di Michela"

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

    01 giugno 2004 - AVVISO IMPORTANTE
    Dialogo Attivo riveste sempre più caratteristiche di progetto specifico per ogni utente.
    A seguito di questo e delle nuove convenzioni con Enti sul territorio nazionale, sono stati rivisti costi ed agevolazioni.
    Tutta la documentazione commerciale precedente il 1º giugno 2004 non è quindi più valida.
    Vogliate cortesemente contattarci per essere aggiornati.

     
     
     
     
     
     

    Sito a cura di Gianangelo Colonna - Studio di Consulenza